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È possibile che un termostato rotto consumi più di un intero parco macchine?

Il monitoraggio digitale ha permesso a un'azienda multiplant del Nord Italia di scoprire quale fonte di consumo fosse più energivora rispetto alle aspettative: un'installazione avanzata degli energy meter da 2.300 euro al mese di sprechi evitati.

Il settore dell'edilizia civile e industriale è caratterizzato dalla presenza di numerosi impianti che ricoprono ruoli precisi all'interno dei cicli produttivi. Per questo terzo appuntamento con "La voce dell'esperto", il racconto di come il monitoraggio digitale ha svelato una fonte di consumo inattesa.

Conoscere il proprio impianto produttivo consente di comprenderne anche gli aspetti meno visibili e più complessi. Ogni macchina nasconde dinamiche e comportamenti difficili da rilevare durante le produzioni giornaliere.

La visione d'insieme rende complesso individuare le criticità dei singoli macchinari. Risulta quindi difficile identificare la presenza di anomalie e intervenire in maniera tempestiva. Inoltre, spesso si etichettano alcuni macchinari come i più energivori e se ne giustificano costi e consumi per via del pregiudizio che si ha su di loro, senza approfondire le dinamiche più delicate che si nascondono sotto la superficie.

L'esperto racconta come IDA sia stata in grado di arginare tale criticità con un monitoraggio attento e preciso sui singoli macchinari, che ha permesso di individuare la causa di un consumo energetico non tracciato nell'impianto produttivo di un'azienda manifatturiera.

Nello specifico, l'installazione degli energy meter è avvenuta per estrapolare i dati di consumo energetico dagli impianti di produzione, con lo scopo di attivare una serie di monitoraggi e allarmi sui macchinari che, in base ad alcune prime considerazioni interne, consumavano la maggior quantità di energia.

Dopo un periodo di raccolta dati è emerso che i consumi delle macchine sensorizzate, considerate energivore, non corrispondevano alle aspettative: la somma dei loro consumi si attestava intorno ai 5 MWh mensili, a fronte di una media di circa 26 MWh riportata in bolletta, rappresentando solo il 19% dei consumi totali.

Dall'analisi dei dati è emerso che più di 14 MWh erano generati dal sistema di riscaldamento degli inerti: un sistema che serve a mantenere la temperatura sopra una certa soglia e che, in questo caso, risultava attivo 24 ore su 24 a seguito del guasto del termostato responsabile dell'azionamento.

Questo esempio dimostra come il monitoraggio sia in grado di evidenziare aree di consumo elevato, fornendo l'opportunità di intervenire per ottimizzare i processi e ridurre gli sprechi che, per l'azienda in questione, si possono quantificare in circa 2.300 euro al mese.

In sintesi, un guasto a una componente dal costo di poche decine di euro comportava per l'azienda un incremento elevato dei costi energetici. Con l'identificazione del colpevole, l'applicazione di Maxfone ha messo fine ai consumi anomali, efficientando il lavoro dei macchinari.

Ancora una volta l'adozione di soluzioni IoT aiuta le imprese a migliorare le prestazioni del proprio parco macchine. IDA consente un controllo a 360 gradi dei propri cicli produttivi: un controllo così mirato, preciso e pratico da garantire l'efficienza su più livelli, visibili e meno evidenti.

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